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SUR LES TRACES DES DUCS DE SAVOIE

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(Sulle Tracce Del Duca di Savoia)



 

Le lunghe distanze, le ultratrail sono come la vita: le devi affrontare con umiltá e rispetto, devi ridurre il tuo fardello all’essenziale….eliminare l’inutile ed il superfluo, spazzare via dubbi, paure, insicurezze se vuoi giungere in fondo con serenitá e benessere!
( Diego Melchiori ultrarunner)
 
Il calendario delle gare trail 2011 è ambizioso, ricco di appuntamenti importanti che prevedono percorsi variegati, più o meno “duri”, c’è l’imbarazzo della scelta tra la vasta gamma di gare nazionali e d’oltralpe elencate su Spititotrail (rivista di settore). Per questo abbiamo iniziato presto a parlare con gli amici dei programmi futuri, ancor prima che l’anno iniziasse, con Gianni (Nebuloso) che scalpita ogni volta che parliamo di trail. E così dopo aver pianificato la stagione 2011 con un programma ben ponderato, ho iniziato gli allenamenti con frequenza  e costanza, con uscite “lunghe” settimanali per abituare corpo e mente a sopportare le grandi distanze ma senza esagerare, sono del parere che per divertirci dobbiamo amare il nostro corpo e non maltrattarlo con allenamenti superiori alle nostre possibilità.   
Quando posso scegliere amo correre sui sentieri di montagna, in quota nel mio habitat  ideale, ma provo le stesse emozioni a correre in qualsiasi ambiente naturale, nelle colline dei Colli Berici, dei colli Euganei, nelle Prealpi, nel deserto o nei Parchi Naturali Nazionali, possibilmente con amici che condividono questa passione.
La gara più entusiasmante a cui ho partecipato in questa stagione è stata la TDS (www.ultratrailmb.com), si è svolta il 25 e 26 agosto 2011 intorno all’imponente massiccio del Monte Bianco ed ho avuto il piacere di portarla a termine  con il mio compagno di avventura Stefano (Bino) di Bolzano già compagno alla 100 km del Sahara 2010, ai Templari di Nant – FR e altre.  
Stefano mi ha successivamente inviato il seguente racconto della gara che descrive le sue impressioni con fotografica realtà e i dettagli con le emozioni vissute insieme, racconto che ho il piacere di pubblicare e di condividere in quanto esprime le stesse sensazioni provate da me in questa splendida esperienza.
 
Cles 02 settembre 2011-09-01
 
Enzo Bacca Ultraranner
 
 
La mia TDS 2011
 
“…..La TDS ( Sur les traces des ducs de Savoie) é un ultratrail che ricalca i sentieri escursionistici del paese del Monte Bianco, del Beaufortin, dell’Alta Tarantaise e della Valle d’Aosta.
È una delle due gare “damigelle d’onore” della piú famosa UTMB ( Ultratrail du Mont Blanc), ha una lunghezza di 110 km e un dislivello positivo di 7100 m, una prova di corsa in montagna che comporta numerosi passaggi in altitudine( 2500m) in condizioni climatiche che potrebbero essere difficili ( notte,vento,freddo,pioggia o neve),che necessita di un buon allenamento, di materiale adatto e di una reale capacitá di autonomia personale…..
Queste parole di presentazione lette centinaia di volte sul sito della gara mi risuonano nella mente in continuazione mentre mercoledí pomeriggio vado a ritirare il pettorale a Chamonix.
Specialmente l’ultima parte...”una reale capacitá di autonomia personale…” mi tormenta la testa ormai da giorni, per l’ennesima volta faccio l’elenco delle caratteristiche che compongono questa famosa capacitá: quella fisica , muscolare , energetica ,tattica e soprattutto mentale… le ho, mi ripondo, si sono sicuro le ho tutte, allora perché questa incertezza mi accompagna alla vigilia di questa gara? Per un momento lascio i dubbi da parte perché sono davanti ad uno scenario naturale di estrema bellezza che mi rapisce lo sguardo e l’animo: sua maestá le Mont Blanc mi si para d’innanzi in tutta la sua grandezza….che spettacolo!!! La macchina organizzativa è mostruosamente efficiente in pochi minuti ritiro pettorale e chip e passo indenne al controllo dello zainetto con il materiale obbligatorio, si parla di almeno 1500 volontari impegnati per tutte e quattro le gare, 5500 partecipanti nella mia in particolare 1300. Il tempo è previsto sereno e ahimè molto caldo con probabilitá di temporali pomeridiani, ma in sostanza non dovrebbero esserci problemi.
Sono con l’amico Enzo compagno ormai di numerose gare alloggiato nell’albergo esattamente di fronte l’arrivo, si chiacchera si fanno gli ultimi preparativi si bilancia lo zainetto si provano gli indumenti di gara insomma si cerca disperatamente di allentare la tensione che man mano con il passare delle ore tende ad aumentare. In una gara di questa lunghezza e dislivello l’imprevisto puó sempre verificarsi e quindi la paura di non farcela in noi è sempre ben presente, mi viene in mente una frase letta chi sa dove che diceva : “ Senza l’incertezza del fallimento non ci puó essere il successo”, e in questo momento prima di addormentarmi l’incertezza è davvero tanta , basti pensare che in questa gara statisticamente 1 su 3 non ce la fá…ma chi sa….intanto cerchiamo di riposare.
Giovedí mattina siamo schierati sulla linea di partenza a Courmayer, ultimi riti scaramantici , gli inni nazionali e le note di Vangelius “The Conquest of Paradise”che mi fanno crescere nell’animo una particolare sensazione: quella maledetta bestia che ti prende dentro, difficile da definire, che in Francia chiamano “adrenaline”: tensione, emozione, rabbia, ansia, un cavallo indomabile che ti percuote dentro, ma se riesci a disciplinare ti porta dappertutto. Sono qui sulla linea di partenza per questo viaggio intorno al Monte Bianco, un viaggio soprattutto dentro me stesso….e ho tanta voglia di farlo, di partire assieme a questa interminabile parata di colorati e emozionati trailers. Sembra di essere in una favola, non capisco niente e dopo essermi messo nella calca, svuoto la mia testa e lascio che tutto ció che vedo e sento entri in me ….é magnifico!!!
Si parte tra due ali di folla chiassosa e festante e dopo un primo tratto facile di discesa si attacca la prima salita il famigerato Col de la Youlaz passando da col Checrouit ( 1 ristoro). Prendo insieme all’amico Enzo un buon passo, ma non esagerato, sto bene le gambe girano, ma la giornata promette molto ma molto caldo. Infatti giá dopo pochi minuti di dura salita sono in un bagno di sudore, arriviamo insieme al primo ristoro, subito dopo in un tratto di leggero saliscendi Enzo prende il largo, io preferisco fare il mio passo. La prima salita ( 2661m) è molto impegnativa una rampa secca in mezzo a sassi che riflettono i raggi del sole, sicuramente un bel biglietto da visita della gara per noi concorrenti. Si scollina e si scende lungo la vallata della Youlaz fino alla Thuile ( 2 ristoro).
Li iniziano i miei problemi: gambe molli, nausea e un senso generale di spossatezza, una crisi che affronto sulla salita piú facile della gara il Piccolo S.Bernardo. Sono preoccupato perché è arrivata troppo presto ma non mi perdo d’animo, cerco di gestirla bagnandomi a tutte le sorgenti e i torrenti che incontro, e piano piano mi trascino fino al passo dove è posizionato il terzo ristoro, d'altronde la fisica in questi casi ti aiuta: se metti un piede piú avanti dell’altro procedi ,e quindi non c’è niente di cui essere preoccupati. Scopriró solo a fine gara che in quel tratto ho perso 75 posizioni dalla 124 alla 199 in poco piú di un’ora di salita, probabilmente avevo perso troppi liquidi e non avevo reintegrato abbastanza con sali.. Mi disseto ricarico le borracce e mi sforzo a mangiare qualcosa di salato…la famosa soupe, che tecnicamente è ‘na minestrina fatta con dado con capelli d’angelo stracotti…nella realtá della TDS un nettare divino creato per il riscaldamento e la reintegrazione delle tue stanche membra, mi dico di non fare il solito italiano “assaggiala vedrai che è come una droga “, infatti non potró piú farne a meno lungo tutta la gara.
Con spirito rinfrancato inizio la discesa che mi porterá al ristoro successivo a Bourg-S.Maurice ed inizio una lenta ma inesorabile rimonta. All’arrivo al ristoro peró ho una brutta sorpresa, il mio amico Enzo sta male è seduto pallido con una forte nausea deciso purtroppo a ritirarsi. Cerco di convincerlo a proseguire insieme, sono sicuro che si riprenderá ,ma lui sembra risoluto. Come ultimo tentativo mi faccio promettere che dopo un altro po’ di riposo mi sarebbe venuto a dare la caccia e mi avrebbe raggiunto battendomi la mano sulla spalla. Riparto dispiaciuto, ma estremamente convinto nella grandissime capacitá fisiche e di sofferenza di Enzo e in fondo al mio animo sicuro che prima poi quella mano amica sulla mia spalla l’avrei sentita. Altra salita con una deviazione su strada asfaltata per pericolo di temporali cosicché la gara alla fine risulterá essere di 120 km . Ore 19.44 quasi 11 ore di corsa arrivo al ristoro di Cormet de Roseland dove con mia grande gioia mi raggiunge Enzo. Decide con grande spirito di sacrificio e dimostrazione di grande amicizia di proseguire la gara insieme a me , quindi dopo aver indossato indumenti asciutti e frontale usciamo dal ristoro per affrontare insieme la notte. Viene buio, la notte ci piace e ci corriamo dentro, camminiamo sulle salite , in cresta nella notte, il cielo è stellato. Quello che mi colpisce stanotte è il silenzio fatto solo di passi e di fiato che arranca. Enzo fa il suo passo abituato ad altre montagne ben piú dure ,ed io dietro, andiamo bene e non ci fermiamo mai.Un passo dietro l’altro sempre piú nella notte sempre piú vicini al traguardo. Nella notte ritornano tutti i sorrisi degli amici che mi hanno incoraggiato, ritornano le parole affettuose ed i visi di chi ti è vicino , ritornano gli sguardi ed il calore di chi non c’è piú., nella notte tutto prende una consistenza diversa e si amplificano le cose importanti. Nella notte ho solo il viso di chi mi è vicino, persone a me care, i loro sorrisi sono netti nella notte e si sovrappongono tra loro e diventano un unico gigantesco sorriso, che è benzina e mi fa muovere passo dopo passo.
Dopo durissime salite e pericolose discese l’alba ci raccoglie sulla passerella che attraversa il ghiacciaio di Bionnassay , sempre guidato dal mio instancabile amico scendiamo all’ultimo ristoro da dove partiamo per gli ultimi 8 km di saliscendi con una corsa ad un ritmo veramente sorprendente che ci permette di superare ancora una decina di concorrenti.
Nonostante siano le sette di mattina a Chamonix l’accoglienza è calorosa , la gente applaude e noi non riusciamo a crederci corriamo ancora uno a fianco all’altro ed i nostri passi all’unisono sembrano un solo passo. Mi accorgo che a differenza delle gare precedenti dove negli ultimi metri mi prendeva un nodo alla gola incredibile questa volta sorrido, sorrido felice di aver compiuto uno splendido viaggio, felice di aver concluso una corsa che fino a poco tempo fa non avrei mai pensato di terminare, felice di averlo fatto con a fianco l’amico Enzo, felice di aver ritrovato lungo il viaggio le persone a me care ed il loro sorriso, felice di aver visto nella notte del Bianco brillare la stella a me piú vicina, felice per aver vissuto un’ esperienza unica, che mi ha fatto capire molte cose e sentire piccolo piccolo, felice di aver fatto una cosa unica che sará per sempre nel mio cuore.
 
Bolzano 28 agosto 2011-08-01
 
Stefano Binelli (Bino) Ultraranner
Pubblicato Martedi 06 Settembre 2011 - 12:55 (letto 5371 volte)
Comment Commenti (1) Print Stampa

avatarDa: sconosciuto Data: Martedi 09 Luglio 2013 - 03:35

I was so confused about what to buy, but this makes it udnertsandable.



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